sabato 5 marzo 2011

rolf Armstrong

























Biography
Born in Seattle in 1899, Armstrong grew up in the rugged environment of the Pacific Northwest. He moved to Chicago in 1908 and later enrolled at the Art Institute, where he studied for three years under the master draftsman John Vanderpoel. He then went on to New York, where he became a student of Robert Henri. Athletic as well as artistic, Armstrong both boxed and sketched at the New York Athletic Club.
After a trip in 1919 to study art at the Académie Julian in Paris, Armstrong established a studio in Greenwich Village and started to paint Ziegfeld Follies girls. In 1921, he went to Minneapolis-St. Paul to study calendar production at Brown and Bigelow. A perfectionist all his life, Armstrong mastered the technical aspects of modern publishing because he wanted his work to have the same "freshness and beaming color" on paper as on canvas. Not surprisingly he refused to work from photographs, and his search for the perfect model was unending.
During the 1920s and 1930s, Armstrong's work appeared on numberless pieces of sheet music as well as on the front covers of many mainstream theater and film magazines. All the great stars posed for his glamorous portraits – Mary Pickford, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Katherine Hepburn. He even persuaded Boris Karloff to pose for him on the set of Frankenstein.
Armstrong's covers for Pictorial Review were largely responsible for the magazine's achieving, by 1926, a circulation of more than two million copies per issue. A year later Armstrong emerged as the best-selling calendar artist at Brown and Bigelow. RCA hired Armstrong in 1930 to paint pin-ups to advertise their products, and by 1933 his popularity was so great that the Thomas D. Murphy Company signed him up to produce a series of ten paintings for their line, an honor shared only by Billy De Vorss.
Armstrong maintained a "fantasy mansion" on Little Neck Bay in Bayside, Long Island, complete with a lagoon and sailboats for his friends to enjoy. Because light was so crucial to his work, he often painted his models outdoors in the glow of the setting sun. Employing an extraordinary selection of pastel colors for most of his work, Armstrong also at times utilized charcoal, pencil, and oils. In the mid-1930s, the artist realized his quest for the "perfect, dream-come-true model" when he met Jewel Flowers, whom he later adopted. He lived in Hollywood from 1935 to 1938, then returned to New York.
In 1943, Armstrong joined Earl Moran, Zoë Mozert, and Norman Rockwell as the guest artists at a War Advertising Conference in Minneapolis-St. Paul. With Jewel Flowers by his side, the articulate and elegant Armstrong generated a lot of press. When asked why he insisted on a live model, Armstrong said: "When I paint, I want the living person in front of me. As I look at her again and again and again while I work, I get a thousand fresh, vivid impressions...all the glow, exuberance, and spontaneous joy that leaps from a young and happy heart".
Armstrong was inspired by the glitter of society and he appreciated beauty in people, cars, furniture, fabrics, and, of course, in art. A collector of swords and antique lances, he built one of the greatest private collections of ancient weapons in America. He died on 22nd February 1960, on the island of Oahu in Hawaii, surrounded by his beloved blue ocean and tropical winds.
Armstrong's artistry was an amalgam of brilliant lighting techniques, magnificent vivid colors, superior craftsmanship, and beautiful subjects – his vivacious, spirited ideals of American femininity.

venerdì 4 marzo 2011

Fernando BOTERO























biografia

Le origini
All’età di dodici anni viene iscritto dallo zio, grande appassionato di corride, a una scuola per toreri, che frequenterà per due anni. I temi prediletti dei suoi primi disegni saranno ispirati al mondo delle corride. Infatti la sua prima opera conosciuta è l’acquerello di un torero. Nel 1948 espone per la prima volta nella città natale e inizia a collaborare con “El Colombiano”, il principale giornale di Medellín, disegnandone le illustrazioni per i supplementi domenicali.
Le prime influenze
Successivamente si trasferisce a Bogotá, dove conosce alcuni membri dell’avanguardia culturale colombiana, quali lo scrittore Jorge Zalamea, grande amico di García Lorca. Sono gli anni in cui il lavoro degli artisti della scuola muralista messicana, come Diego Rivera, David Alfaro Sigueiros e Josè Clemente Orozco esercita su di lui le prime profonde influenze e sono i grandi acquerelli di questo periodo, come "Donna che piange" eseguita nel 1949 che rivelano in particolare l’influenza di Orozco.
I primi viaggi
Vince, con il dipinto "Sulla costa" del 1952, il secondo premio al IX Salone degli artisti colombiani, organizzato presso la Biblioteca Nazionale di Bogotá: con i 7000 pesos vinti in quell’occasione parte per l’Europa. Prima tappa è la Spagna. A Madrid si iscrive all’Accademia San Fernando, dove ha l’occasione di lavorare a stretto contatto con i capolavori esposti al Prado. Suoi principali referenti culturali in questo periodo sono Goya, Vélasquez, Tiziano eTintoretto. Arrotonda i propri guadagni realizzando copie di quadri famosi del Prado. Dopo un anno di soggiorno a Madrid, parte per Parigi, dove s’installa in un piccolo appartamento sulla Place des Vosges. L’avanguardia francese lo disillude profondamente e Botero passa tutto il suo tempo al Louvre a studiare gli antichi maestri.
Il Rinascimento italiano
Dal 1953 al 1954 Botero raggiunge l’Italia e s’iscrive all’Accademia di San Marco di Firenze. Esegue copie soprattutto di Giotto e Andrea del Castagno. Durante il giorno studia la tecnica della pittura “a fresco”, mentre di sera lavora a dipinti a olio nel suo atelier in via Panicale, appartenuto in precedenza a Giovanni Fattori. La sua passione per il Rinascimento italiano viene ulteriormente stimolata dalle lezioni di Roberto Longhi. Viaggia molto nella campagna toscana; si reca ad Arezzo, a vedere le opere di Piero della Francesca, e poi a Siena. Visita anche gli altri centri artistici della penisola, tra cui Venezia e Ravenna.
Le aspre critiche
Nel mese di marzo 1955 rientra a Bogotá con i nuovi lavori realizzati durante il soggiorno italiano e li espone, due mesi dopo, nella sede della Biblioteca Nazionale. La mostra suscita aspre reazioni della critica, allora sensibile soprattutto alle tendenze artistiche predominanti nei circuiti galleristici parigini, attaccandolo severamente.
Grandi cambiamenti
Nel dicembre 1955 si sposa. All’inizio del 1956 la coppia si reca a Città del Messico, dove nasce il primo figlio, Fernando. È con le opere di questo periodo che Botero scopre per la prima volta le possibilità di espandere e dilatare il volume delle forme in modo personale.
L'espressionismo astratto
Nel 1957 allestisce la sua prima mostra personale negli Stati Uniti, a Washington. Visita i musei di New York e scopre l’espressionismo astratto. A maggio ritorna a Bogotá e al X Salone colombiano riceve il secondo premio.
La nomina di professore
Nel 1958 nasce la figlia Lina. All’età di ventisei anni Botero è nominato professore di pittura all’Accademia d’arte di Bogotá eserciterà fino al 1960. Inizia ad affermarsi come uno dei più promettenti artisti del paese. Realizza alcune illustrazioni per La siesta del Martes di Garcia Màrquez, che verranno pubblicate su “El Tiempo”, il più importante quotidiano colombiano. Vince il primo premio all’ XI salone colombiano con l’opera "La camera degli sposi" omaggiato a Mantegna, una libera interpretazione dei famosi affreschi nel palazzo Ducale di Mantova. Ottiene un notevole successo la sua mostra personale organizzata nell’ottobre dello stesso anno alla Gres Gallery di Washington: quasi tutte le sue opere vengono vendute il giorno stesso dell’inaugurazione.
Vélasquez
Nel 1959 al salone colombiano presenta "L’Apoteosi di Ramón Hoyos". Forte in questo periodo è l’ammirazione per Vélasquez: Botero realizza infatti più di dieci versioni del “Niño de Vallecas”, dove la tecnica, caratterizzata da pennellate incisive e monocromatiche, risente dell’influenza dell’espressionismo astratto. Vince un premio Guggenheim e partecipa, con Enrique Grau, Alejandro Obregon ed Eduardo Ramírez Villamizare, alla V Biennale di São Paulo in rappresentanza della sua patria.
New York
A Bogotá nasce, nel 1960, il suo secondo figlio maschio, Juan Carlos. Botero viene nominato rappresentante della Colombia alla II Biennale del Messico. Questa decisione provoca una violenta opposizione, contro la quale l’artista e molti suoi amici protestano con forza. Per la terza volta abbandona il suo paese e, con pochissimo denaro, si trasferisce a New York. Prende in affitto un loft nel Greenwich Village. La Gres Gallery, che fino a quel momento lo aveva aiutato e sostenuto, chiude. Botero divorzia dalla moglie. Nel 1961 il Museum of Modern Art di New York, per iniziativa della curatrice Dorothy C. Miller, acquista "Monna Lisa all’età di dodici anni", ma la sua prima mostra newyorkese, allestita alla galleria The Contemporaries, viene aspramente criticata.
Lo stile plastico
Nel 1963 si trasferisce nell’East Side. Nel 1964 sposa Cecilia Zambrano e qualche mese dopo vince il secondo premio del I Salone Intercol dei giovani artisti allestito al Museo de Arte Moderno di Bogotà. Costruisce una casa a Long Island e a New York affitta un nuovo studio nella 14a Strada. Lo stile plastico di Botero inizia a emergere in molte opere di questo periodo, connotate da colori tenui e delicati. Si appassiona all’arte di Rubens e realizza diversi dipinti ispirati al grande maestro fiammingo. Nel gennaio del 1966 si tiene la sua prima grande personale europea, a Baden-Baden, in Germania. Anche l’esposizione organizzata lo stesso anno presso il Milwaukee Art Center è un successo e la rivista “Time” ne riporta una critica estremamente positiva.
Le sue variabili ispirazioni
Negli anni dal 1967 al 1970 Botero effettua spostamanti tra la Colombia, New York e l’Europa. Visita l’Italia e la Germania, dove subisce il fascino dell’arte di Dürer. Nascono così i Dureroboteros, una serie di grandi disegni a carboncino, parafrasi di famosi dipinti del grande artista tedesco. Contemporaneamente si sente attratto da Manet e Bonnard, e realizza opere in cui interpreta personalmente gli stilemi di questi protagonisti dell’arte moderna. Nel marzo 1969 espone al Center for Inter-American Relations di New York.
A Settembre s’inaugura la sua prima personale parigina, alla Gallerie Claude Bernard. Nel 1970 nasce a New York il suo terzo figlio maschio, Pedro. Nel mese di marzo si apre in Germania una grande mostra itinerante in cinque musei comprendente oltre ottanta opere.
I continui spostamenti
Dal 1971 al 1975 affitta un appartamento nel boulevard du Palais, nell’Ile de la Cité, e divide il suo tempo tra Parigi, Bogotá e il suo nuovo studio di New York, sulla 5a Strada. Nel febbraio del 1972 ha luogo la sua prima esposizione alla Marlborough Gallery di New York. Acquista una casa in Cajica, a nord di Bogotá, dove d’ora in poi trascorrerà un mese all’anno. Nel 1973, dopo tredici anni, lascia New York per trasferirsi a Parigi.
Realizza le prime sculture. Nel 1973 allestisce la sua prima antologica a Bogotà, con opere del periodo compreso tra il 1948 e il 1972.
La tragica morte del figlio
Suo figlio Pedro, di quattro anni, muore in un incidente stradale in Spagna. Lo stesso Botero rimane ferito. Dopo questa tragedia realizza molte opere dedicate alla memoria e all’immagine del figlio. Nel 1975 si separa da Cecilia Zambrano.
Le sculture
Nel 1976 dopo la grande retrospettiva allestita al Museo de Arte Contemporáneo di Caracas, il presidente del Venezuela lo decora con l’ordine “Andrés Bello”. Espone ancora alla Galerie Bernard di Parigi, ma in questi anni Botero si dedica quasi esclusivamente alla scultura. Ne nascono venticinque lavori, dai temi più svariati: grandi torsi, animali e oggetti giganteschi. Nel 1977 riceve la Croce di Boyacá dal governo di Antioquia per i servigi alla Colombia. S’inaugura allo stesso anno la sala dedicata al figlio Pedro al Museo di Antioquia, dove vengono esposte le sedici opere donate dall’artista all’istituto. In ottobre le sue sculture vengono presentate per la prima volta a Parigi. L’anno successivo ritorna alla pittura e trasferisce lo studio di Parigi nella rue du Dragon, vicino all’antica Académie Julian. Con la moglie Sophia Vari si stabilisce per qualche mese ogni anno a Pietrasanta.
Importanti mostre
Dal 1979 al 1983 importanti mostre retrospettive itineranti vengono realizzate in vari musei del Belgio, della Norvegia e della Svezia; negli Stati Uniti viene presentata la sua prima antologica americana all’Hirshhorn Museum di Washington. Nel 1981 vengono organizzate ampie mostre anche in musei del Giappone, a Tokyo e Osaka. Nel 1983 il Metropolitan Museum acquista "Danza in Colombia" e Botero illustra "Crónica de una muerte anunciada" di García Márquez per il primo numero di “Vanity fair”. Lo stesso anno si trasferisce in Toscana, a Pietrasanta, famosa per le sue cave di marmo, dove lavora alle sue sculture per alcuni mesi all’anno.
Alcune donazioni
Nel 1984 dona alcune sculture al Museo di Antioquia a Medellín, che gli dedica una speciale sala, e diciotto dipinti al Museo Nacional di Bogotá. In questo periodo si dedica quasi esclusivamente al tema della corrida. Nell’aprile del 1985 venticinque dipinti che illustrano le diverse fasi della corrida vengono presentati per la prima volta alla Marlborough Gallery di New York. Nel gennaio 1986 espone a Caracas, Brema e Francoforte.
Mostre di rilievo
Nel 1987 alla grande retrospettiva organizzata al centro de Arte Reina Sofía di Madrid segue una mostra tematica itinerante intitolata Corrida, che viene presentata prima al Castello Sforzesco di Milano e in seguito a Napoli, a Palermo, a Coro (Venezuela) e a Caracas.
Nel 1990 viene organizzata un’ampia antologica alla Fondation Gianadda a Martigny mentre alla Marlborough Gallery di New York vengono presentate le sculture più recenti.
Nel 1991 espone alla Brusberg Galerie di Berlino, al Forte di Belvedere a Firenze, alla Marlborough Gallery di Tokyo e al Kunsthaus di Vienna. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedica una grande retrospettiva comprendente opere dal 1949 fino alle più recenti.
Nel 1992 espone le sue enormi sculture sugli Champs- Elysées parigini e la serie della Corrida al Grand Palais. L’anno successivo una mostra itinerante è presente ad Avignone e poi al museo Pushkin di Mosca e all’Ermitage di San Pietroburgo.
Nel 1994 una grande esposizione di sculture monumentali ha luogo negli spazi pubblici delle principali città europee. Nello stesso anno vengono organizzate mostre di sculture monumentali a Chicago e Madrid e un’antologica a Buenos Aires.
Nel 1995 espone un ciclo di pastelli alla Galleria Didier Imbert di Parigi e nel 1996una mostra organizzata alla Marlborourgh Gallery di New York presenta i suoi più recenti dipinti a olio.
Tra il 1997 e il 1998 tiene importanti mostre al Museo Nazionale di Belle Arti a Santiago del Cile e al Museo d’arte moderna a Lugano oltre a esposizioni alla Galleria Il Gabbiano a Roma, alla Galleria Thomas a Monaco e alla Galleria Mario Sequeira a Lisbona e antologiche ai musei de San Paolo, Rio de Janeiro, Montevideo e Monterrey.
Nel 1999 a Firenze espone le sue sculture monumentali in Piazza della Signoria e nel Piazzale degli Uffizi e i dipinti e le piccole sculture nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.
Il pensiero di Botero
Per Botero dipingere è una necessità interiore, ma anche un'esplorazione continua verso il quadro ideale che non si raggiunge mai.
Il colore tenue, non esaltato, mai febbrile, si va costruendo in un ciclo di improvvisazioni e di reazioni dove le ombre sono del tutto assenti perché, a suo avviso, sporcherebbero l'idea del colore che egli vuole trasmettere.
A rompere la monotonia di tonalità appaiono e scompaiono vari oggetti del suo armamentario: lampadine, mozziconi di sigaretta, mosche, tutto è indispensabile e tutto si modifica continuamente durante la creazione.
Per riempire grandi campi di colore, l'artista dilata la forma, e uomini e paesaggi acquistano dimensioni insolite, apparentemente irreali, dove il dettaglio diventa la massima espressione e i grandi volumi rimangono indisturbati.
La distanza dell'artista, a cui non interessa la condizione umana, rende i personaggi boteriani dei prototipi senza dimensioni morali o psicologiche, senza anima.
Non provano gioia né dolore, hanno lo sguardo perso nel vuoto o strabico, non battono le ciglia, vedono senza vedere.
Grazie al distacco emotivo, la sua pittura acquista la dignità e la tranquillità del grande classicismo.
Botero crede che il successo dipenda dal fatto che: "Bisogna descrivere qualcosa di molto locale, di molto circoscritto, qualcosa che si conosce benissimo, per poter essere capiti da tutti. Io mi sono convinto che devo essere parrocchiale, nel senso di profondamente, religiosamente legato alla mia realtà, per poter essere universale."

giovedì 3 marzo 2011

Adam Miller


















Adam Miller is known for his contemporary figure paintings.
Born in 1979 in Oregon, He began an apprenticeship to artist Allen Jones at thirteen years old and at Sixteen, was accepted to the prestigious Florence Academy Of Art in Florence, Italy where he underwent an extensive training in classical painting techniques and studied the masterpieces of the Renaissance firsthand. For the next four years Miller traveled throughout Europe studying the masters.
His work has been commissioned by Robert Pamplin Jr., the Chairman of the Board of the Portland Art Museum, Mike Tyson, and Eric Rhodes, publisher of Fine Art Connoiseur.
Miller has exhibited in both the U.S and Europe.
Adam Miller has been described in reviews as a "rising star of realism" and it was said that he "would be considered a master in any era".
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