mercoledì 27 gennaio 2010

Autoritratto 38 di Eliana PETRIZZI











Abito in provincia. Si vede dai muri e da come i vecchi si siedono fuori le porte.
Quartiere popolare, rude e socievole come un bastardo. Lavoro ce n’è poco. La gente muore di vecchiaia o di cancro. I ragazzi si fanno tutti. Qualche ladro. Tre strozzini.
Gli uomini si sposano giovani. Le ragazze vanno in palestra quattro mesi prima di sposarsi. Dopo il matrimonio, ingrassano e sfornano figli come giumente. I cani pisciano dappertutto. Insieme al buio, cala un silenzio senza incrinature. Già alle 9 di sera, potrei camminare nuda in mezzo alla strada. Mi viene da pensare a quello che diventerò, ma non vedo assolutamente niente.
Entro in casa con una di quelle occhiate che si lanciano per strada a qualcuno che ci rassomiglia. Guardandomi allo specchio, ho avuto la sensazione di essere qualcun altra; una persona entrata di soppiatto nella stanza col viso segnato dalle tracce di una devastazione anteriore.
Mi torna in mente una vacanza a Londra. In un sexy shop, video porno e molte locandine dai rossi carichi: l’impressione è di figure rivoltate dall’interno. Entro in sala. Un uomo e una donna scopano sul palco. Lei è bionda, minuta. Lui, steso su di lei, sussulta, suda, preso dal sapore sordo della carne. I piedi di lei pendono inerti sulle spalle di lui. Vibrano appena, come certi corpi ancora vivi dopo il suicidio. Cambio di posizione; lei sopra di lui. In un rantolo di belva, lui fa di tutto ma non riesce. Dopo una ventina di minuti si alzano, salutano e con un sorriso si scusano.
Nel piatto del brodo, l’olio galleggia in dischi silenziosi come galassie. Penso al mio nome che, a dirlo e ridirlo in mente, mi diventa sempre più estraneo. Mi capita lo stesso se cambio l’oggetto del mio pensiero. Mi accorgo così che non è esistito mai niente che io sia stata veramente in grado di riconoscere; ogni cosa è neutra come vorrei fosse a volte la vita: un treno lontano che si sente appena nella notte.
Aspetto una parola senza senso, sola nell’onestà del suo splendore insignificante.
E’ domenica; giorno squartato come una carogna nella savana. Seduta su un marciapiede, ascolto l’aria che passa sugli alberi della collina. Uno strano silenzio intorno mi dice che ogni cosa, nella sua essenza, è immutata e mutevole.
Saluto qualcuno, ma non mi fermo con nessuno: parlare delle cose passate è inutile, parlare di quelle future è poco furbo perché poi, di solito, non capitano.
A mezzogiorno, sulle panchine davanti al Comune, i corpi degli uomini assumono la posizione di quelli che si vedono in TV dopo una strage. Al bar, mirabile accordo tra le persone ai tavoli e le canzoni alla radio: non ricordo né le une né le altre.
Davanti all’orologio, stupore alla vista dell’ora migrante. Nulla sopravvive alla propria definizione. Spesso neppure alla propria intenzione. La nausea del noto mi tramortisce con bruschi affondi di non-senso. Mi sfinisco tra abitudini in fila come denti digrignati in una notte di guerra. L’indifferenza cresce, spessa come un’unghia che si fa sempre più rozza.
Delle cose buone so molto poco. Se all’improvviso potessi vivere un solo giorno di pace, come farei poi senza i miei piedi scalzi, senza gli abiti bagnati? Una paura strana scompagina ogni mia intenzione. Il cuore si è fatto piccolo e buio come un seme che non ha attecchito. Ho paura della vita, del minuto prossimo come degli anni a venire: dolore di vene aperte, di unghie troppo corte. Ricorderò un giorno le mie ore migliori morte come aironi in una rete di confine. Non ho capito niente. Non ho imparato la regola della Natura in cui è ribadita senza equivoco la mia ignoranza. Non ho imparato il sereno distacco con cui è bene legarsi alla vita: il mio desiderio non si impiglierebbe in niente, ma crescerebbe al di là, privo di oggetto. L’angoscia di non riuscire a fare tutto quello che devo, non si placa neanche dinanzi alla quotidiana rivelazione di non avere niente da fare. Eppure, una luce calda mi rassicura sull’indomani. I vestiti cadono dal corpo col fruscio di una gazza che passa lontano sui pini. Mi stringo le mani sui fianchi: ho una vita stretta. Mi fa tenerezza e un po’ pena questa mia magrezza, questa pancia vuota da bambina che non è mai uscita, che non ha mai attraversato una strada.
Mi viene voglia di essere pietra, terreno, pianta sottoposta al cerchio del sole. Guardo le mie mani e non le riconosco. Capisco con chiarezza che la vita non esiste.
Chiudo gli occhi e sento la forma dell’Universo. Ho nostalgia di una Storia che mi sorprende ogni giorno nel buio di appartenenze incerte. Presto le mani ad azioni risapute, mentre fuori gli uccelli passano silenziosi come le ore, come gli altri.

Jennifer PRESANT






Statement
With an artistic training in figurative realism and a background in graphic design, my paintings unite my interest in the psyche as expressed through the human form and a personal graphic aesthetic. Thematically, my paintings address the complexity of memory, by blurring the lines between recollection, projection, and reality. Each painting becomes a psychological landscape or waking dream, reinforcing the fluid relationships between time, memory and place. The projected image as object, and the notion of projection, is the most dominant visual metaphor pervading the compositions and gives my paintings the look of theater, video and installation art. By merging both real and fictitious images in these painted fictional documentaries, I explore the conflation of our media-saturated lives and our lived reality; we live among images and in many ways as images. Our memories of events have become distorted. With media today, we have grown accustomed to watching ourselves and living from a voyeuristic standpoint. With these paintings, the viewer’s imagination plays an important role in the piece, while also being implicated in the voyeurism depicted.
Biography
Born: 1971, New York, NY
Education:
2002 MFA; cum laude, New York Academy of Art, New York, NY
1993 BFA; Washington University, St. Louis, MO
1992 Lorenzo Di Medici Institute, Florence, Italy
Professional Experience:
2008 - Present Adjunct Instructor; Queensborough Community College
2003 Graduate Teaching Assistant ; New York Academy of Art
1994 - 1999 Senior Graphic Designer; Scholastic Inc.
Solo Exhibtion:
2007 "Pro•ject", Linda Warren Gallery, Chicago, IL
Group Exhibitions:
2009 "Summer Exhibition 2009", curated by Eric Fischl, Matthew Flowers, Anne Strauss, New York Academy of Art, NY, NY
2009 "Old School", Jack the Pelican, Brooklyn, NY
2009 Caldwell Snyder, San Francisco, CA
2008 "Small Works", Sarah Bain Gallery, Anaheim, CA
2008 "City Lights", George Billis Gallery, New York, NY
2008 "Chicago Art Fair", shown by Linda Warren Gallery in Chicago, Illinois
2008 "Take Home a Nude" Art Auction at Phillips de Pury & Company, New York, NY
2007 "Summer Exhibition 2007", curated by Eric Fischl, Jenny Saville,
Vincent Desiderio, New York Academy of Art, New York, NY
2007 "Four Handed Lift: Advocacy, Art, Spirit and Community",
Moti Hasson Gallery, New York, NY
2007 "Small Works", Sarah Bain Gallery, Anaheim, CA
2007 "Chicago Art Fair", shown by Linda Warren Gallery in Chicago, Illinois
2006 "Contemporary Imaginings, The Howard A. and Judith Tullman Collection",
Mobile Museum of Art, Mobile, Alabama
2006 "Night of a Thousand Drawings", Group Show, Artist's Space, New York, NY
2006 "AAF", shown by DFN Gallery, New York, NY
2006 "Salon 2006", New York Academy of Art, New York, NY
2006 "LA Art Fair", shown by Linda Warren Gallery in Chicago,
Los Angeles, CA
2005 "New Works", curated by Eric Fischl, Jane Gallery, St. Barthelemy, F.W.I.
2005 "A Terrible Beauty: Figurative painting in the 21st Century", Grey McGear Modern, Santa Monica, CA
2005 "Small Works", Sarah Bain Gallery, Brea, CA
2005 "Cityscapes", Sarah Bain Gallery, Brea, CA
2005 "Take Home a Nude" Art Auction at Phillips de Pury & Company, New York, NY
2005 "Go Figure", George Billis Gallery, New York, NY
2004 "Postcards from the Edge, Visual Aids Benefit", Brent Sikemma Gallery,
New York, NY
2004 "Night of a Thousand Drawings", Group Show, Artist's Space, New York, NY
2004 "Points of Muse", Linda Warren Gallery, Chicago, IL
2004 "Separate Visions", Sarah Bain Gallery, Brea, CA
2004 "Still Life", Sarah Bain Gallery, Brea, CA
2004 "27th Small Works Exhibition", New York, NY
2003 "Space Invaders", curated by Peter Drake, Fish Tank Gallery, New York, NY
2003 "26th Small Works Exhibition", New York, NY
2003 "College Art Association MFA Exhibition", Times Square Gallery, New York, NY
2002 "MFA Thesis Exhibition", New York Academy of Art, New York, NY
2002 "National Arts Club 26th Annual Student Show", National Arts Club,
New York, NY
Press:
Upcoming Featured Artist Interview, The Huffington Post
2009 Inclusion in Publication of Artists, New American Paintings, No. 80., 2009
2008 Inclusion in Publication of Artists, Studio Visit, Volume 2, 2008
2007 Artner, Alan, Art: Reviews, Chicago Tribune, June 22, 2007
2007 Nance, Kevin, Art Review, "How it all happened, or not; New exhibit blurs the line between fact and fantasy" Chicago Sun-Times, June 6, 2007
2007 Featured Artist CHI #140, Flavorpill: Chicago, May 22, 2007
2007 "Gallery Shorts", F News Magazine: The School of the Art Institute of Chicago, May 2007
2007 "Galleries and Museums: Featured Artists", Chicago Reader, May 18, 2007
2007 Rose, Joshua, " Persistence of Memory", American Art Collector, Issue 19, May 2007
2006 Duffy, Heather, "Creative Imaginings: The Howard A. and Judith Tullman Collection", The Vanguard, USA, Nov. 20th, 2006
2006 Harrison, Thomas, "Artwork, Imagery Provocative in Tullman Show", Mobile Register, Nov. 2006
2003 Krenz, Marcel, "Space Invaders: Six Painters & Two Sculptors Reconstruct Representation", Contemporary, Issue 55
Awards:
2009 First Prize Summer Exhibition 2009, chosen by Eric Fischl, Anne Strauss and Matthew Flowers
2003, 2004, 2006 Residency Fellowship to attend Vermont Studio Center
2002 Prince of Wales Fellow
2002 O. Aldon James, Jr. Award, National Arts Club, New York, NY
2001, 2002 Merit Scholarship Awards, New York Academy of Art,
New York, NY

martedì 26 gennaio 2010

Pittori della Capitanata tra Ottocento e Novecento



55 opere da collezioni private, per la prima volta in esposizione, più cinque tele prestate dal Museo Civico di Foggia e due dall’Istituto Tecnico “Pietro Giannone” di Foggia, per illustrare la produzione di 31 artisti d’eccellenza di Capitanata.
E’ la scheda sintetica della mostra intitolata “Pittori di Capitanata ‘800-‘900. Opere da collezioni pubbliche e private”, inaugurata ieri presso la Galleria della Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci”, in Via Arpi 152, a Foggia.
L’esposizione è stata organizzata dalla Fondazione foggiana per dare maggior lustro ai pittori già noti del territorio ma, soprattutto, per far conoscere gli artisti dauni che sono diventati celebri lontano dalla terra natale e tuttora sono conosciuti in Capitanata solo dagli “addetti ai lavori”.
Il vernissage è stato preceduto da una breve presentazione, ad opera del Presidente della Fondazione, avv. Francesco Andretta, del Presidente della Provincia di Foggia, On. Antonio Pepe, e del curatore della Mostra, lo storico e critico d’arte foggiano (è originario di Orsara di Puglia) Mario Melchiorre.
“Anche chi non ha cognizioni approfondite di Arte”, ha esordito il Presidente Andretta, “si renderà conto dell’importanza di questa mostra. Sono opere di artisti celebri ma anche meno noti. La maggior parte dei foggiani conosce alcuni dei nomi degli autori soprattutto perché sono loro intitolate strade del capoluogo. Al di là degli scherzi, si tratta di un appuntamento per il quale abbiamo lavorato tutti intensamente, dal curatore a ciascun componente della Fondazione, perchè sapevamo di fare qualcosa di molto importante, non solo per la nostra istituzione, ma –lasciatemelo dire- per la storia stessa della città e del territorio. E per questo che abbiamo chiesto al Presidente della Provincia di inaugurare la mostra”.
Andretta ha anche annunciato una novità nella “politica” della Fondazione Banca del Monte: “Oggi, per la prima volta, un catalogo di una mostra da noi organizzata viene messo in vendita e non distribuito gratuitamente. Il prezzo, peraltro -15 euro- è risibile in proporzione alla qualità dei contenuti, alle numerose illustrazioni a colori, al pregio grafico e dei materiali. E’ un modo per rientrare, anche se in misura minima, delle spese sostenute per la stampa e avere a disposizione fondi da re-impiegare in altre iniziative culturali. Ma è anche la maniera per abituare ad una nuova mentalità: la compianta archeologa foggiana Marina Mazzei soleva dire ‘La Cultura è un servizio e si deve pagare per fruirne’. Così deve essere anche nella nostra città”.
Il Presidente della Provincia Pepe ha fatto i complimenti alla Fondazione per l’iniziativa: “Sono un po’ invidioso, benevolmente, per una mostra così importante: avrei voluto che fossimo stati noi ad organizzarla”.
L’On. Pepe ha poi rilevato come la mostra faccia “riscoprire” quanto sia stata ricca di importanti produzioni culturali la Capitanata: un modo per meglio apprezzare l’attuale patrimonio del territorio. “La Provincia”, ha concluso Pepe, “grazie all’impegno del nostro Assessore al settore Billa Consiglio, sta dando grande impulso alle attività culturali del territorio, ma è fondamentale che tutti gli attori del campo coordino gli sforzi: per questo speriamo in future, intense collaborazioni con la Fondazione Banca del Monte”.
L’intervento di Mario Melchiorre si è concentrato sul dato tecnico-storico della mostra: il curatore ha studiato a fondo gli artisti dauni del periodo e nel 2005 ha pubblicato, grazie al patrocinio della Fondazione, il volume “La Pittura a Foggia tra Otto e Nocevento”.
“Siamo abituati”, ha detto Melchiorre, “a sottovalutare i tesori artistici, storici, architettonici e paesaggistici del nostro territorio e altrettanto accade per i nostri artisti. La mostra vuole, tra l’altro, sfatare questo luogo comune e dimostrare quanto siano stati rappresentativi, in tutta Italia, gli artisti dauni vissuti tra l’800 e la prima metà del ‘900 ed evidenziare il contributo che molti di essi hanno dato all’affermazione di gruppi, movimenti o correnti artistiche. La mostra è importante per Foggia anche perchè, per la prima volta, le opere di pittori importanti e noti a livello nazionale o addirittura internazionale –come Saverio Altamura- appaiono assieme a quelle di artisti meno noti ma altrettanto validi, ad attestare quanto valido sia il patrimonio pittorico di Capitanata”.

Melchiorre ha, poi, tratteggiato l’importanza di alcuni autori e delle opere esposte.
Per Saverio Altamura non c’è stato bisogno di una lunga presentazione: il pittore-patriota foggiano è molto noto nella sua città, anche per le numerose iniziative che gli sono state dedicate nel capoluogo in questi anni, tra cui il restauro de “La morte di un crociato”, finanziato dalla stessa Fondazione. Melchiorre ha, però, ricordato che Altamura, nel 1855, di ritorno da Parigi, espose per primo a Firenze, nel Caffè Michelangelo, assieme all’amico pittore Serafino De Tivoli, la novità del “Ton Gris”. Del pittore foggiano sono presenti il suggestivo “Il giuramento dei crociati”, un bell’ “Autoritratto” e un quadro particolare: “Modella”, sul cui “recto”, riprodotto ed esposto assieme al primo, è dipinta una “Veduta di Bruges” attribuibile al figlio naturale di Altamura, Bernardo Hay, avuto dalla relazione con la pittrice inglese Jane Eleanor Benham Hay.
Del grande Giuseppe Fania (Foggia 1837-Napoli 1904), c’è un pregevole disegno, “Paesaggio con arcate gotiche”, bel saggio del grande scenografo, molto apprezzato in Italia e all’estero. Nel 1854 realizzò per il Teatro San Carlo di Napoli le scenografie della “Traviata” per le quali ricevette i complimenti dello stesso Giuseppe Verdi. Lavorò a Vienna, Parigi, Madrid e San Pietroburgo. Nel 1871ideò le scene usate per “Aida” al Cairo.
C’è un bel “Paesaggio Lacustre” del pittore Alessandro La Volpe (Lucera 1820-Roma 1887), poco conosciuto in Capitanata ma tra gli artefici della “Scuola di Posillipo” lanciata dai capiscuola Anton Sminck van Pitloo e Giacinto Gigante.
Da rivalutare l’opera del grande incisore Saverio Pollice (Foggia 18227-Castelnuovo di Napoli 1887), presente con una due incisioni, “Il Menestrello” e “Iconavetere”. Realizzò opere molto importanti su commissione e partecipò a mostre in tutta Italia. A Foggia impiantò uno stabilimento tipo-litografico, diventò
Tra i noti, spicca anche Domenico Caldara (Foggia 1814-Napoli 1897). Fu artista prediletto dalla Regina di Napoli Maria Teresa che, alla morte del marito Ferdinando II di Borbone, nel 1859, chiamò proprio il pittore foggiano a ritrarre il sovrano sul letto di morte. Di Caldara sono esposti due raffinati ritratti e una rarissima “Natura Morta”, soggetto pressoché sconosciuto per questo pittore, dipinta a Foggia nel 1850.
Tra i novecentisti, da ricordare Emanuele Cavalli (Lucera 1905-Firenze 1981) che, nei primi anni ’30, insieme ai pittori Giuseppe Capogrossi e Corrado Cagli , fu tra gli ispiratori della pittura tonale.
Rappresentato con una bella caricatura di Annibale Ninchi e Vittorio Gassman, Umberto Onorato (Lucera 1898-Cassino 1967) , vissuto a Roma nella prima metà del ‘900: uno dei più grandi caricaturisti italiani del secolo; a Roma, al Museo del Burcardo sono conservate circa 400 sue opere.
Di Severino Trematore (Torremaggiore 1895-naufragio nell’Atlantico, mentre veniva deportato in Canada, 1940), grande ritrattista e paesaggista vissuto nel prima metà del ‘900 a Genova, è esposta una “Piazza di Londra” (1933). Virtualmente ignoto nella sua terra natale, Trematore è stato celebrato dalla città adottiva, negli anni ’60, con un premio di pittura e tre mostre retrospettive.
Queste e tante altre notizie sono riportate nel catalogo della mostra, “Pittori di Capitanata ‘800-‘900. Opere da collezioni pubbliche e private”, edito dalla Effebiemme servizi s.r.l., società strumentale della Fondazione Banca del Monte di Foggia; 15 euro. I saggi, le biografie e le schede delle opere sono realizzati da Melchiorre, e da critici e storici dell’arte foggiani: Gaetano Cristino, Gianfranco Piemontese, Carmelo Cipriani, Dante Gualano, Matteo Tedesco e Domenico Toto.
Una presenza di spicco, alla serata inaugurale, quella di tre discendenti del pittore foggiano Alberto Testi: la figlia 95enne Livia, la nipote Eva Malice e la pronipote Rossella Russo.
L’esposizione rimarrà aperta sino al prossimo 6 febbraio.
Per informazioni, si può consultare il sito internet della Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci” di Foggia, all’indirizzo www.fondazionebdmfoggia.com.

giovedì 21 gennaio 2010

"SONG and DANCE" di Duke Ellington


To describe the beauty of this video would be like trying to explain the mystery of a drop of early morning dew...
Believe me, this is one of the most stunning videos I have seen..
Sophisticated, sensuous, elegant, intellectual, poetic, minimalist, sleek, dramatic, powerful...
An artistic fusion and blend of ideas, attitudes and different moods...
An ... intriguing amalgam of gestures and structures...
Extraordinarily interwoven images take a certain beat, rhythm and texture that resemble the spontaneous improvisation in Jazz..
It is a yin and yang, a song and dance in black and white created by Francesco Sessa, a captivating moment of pure artistic genius....
Elia Iglesias

martedì 19 gennaio 2010

The Zentrum Paul Klee di Renzo PIANO










On June 20th 2005 the Zentrum Paul Klee opened its doors to visitors interested in art and to art lovers from all over the world. At the heart of this new cultural institution is the artist Paul Klee (1879–1940), his life and his work. Today Paul Klee, who was also a musician, teacher and poet, ranks as one of the 20th century’s most significant artists. The Zentrum Paul Klee in Bern, where the artist spent a half of his life, is a monument of international renown and a personal tribute to Paul Klee himself.
Of the 10,000 or so works that make up Paul Klee’s oeuvre a good 40 per cent, that is to say around 4,000 paintings, watercolours and drawings as well as archives and biographical material, has been brought together at the Zentrum Paul Klee. The Centre’s collections are considered as the largest collection of a single artist of world renown.
According to the "vision" of it's founder, Prof. Dr. med. Maurice E. Müller, the Zentrum Paul Klee is not to be an art museum in the traditional sense. It is to become the leading centre of competence worldwide for research into and the mediation and presentation of Paul Klee, his life and his work, as well as the way in which his art is received. Given the diversity of Paul Klee’s artistic activities the Centre therefore not limits itself merely to showcasing Klee’s pictorial work but acts as a platform for interdisciplinary forms of artistic expression.
For this centre of excellence on all matters relating to Paul Klee a traditional museum is not what the renowned, award-winning Italian architect Renzo Piano had in mind. Renzo Piano's in-depth involvement with the complex project commission and the terrain on the eastern outskirts of Bern gave him the idea of creating a spacious island of green from which the architecture would emerge in the form of three undulating waves. In its entirety the Landscape Sculpture created as a result becomes a cultural destination.
The three hills of steel and glass are divided up into a programmatic structure characterised by an interdisciplinary approach. Indeed besides generous exhibition space the premises also include a state-of-the-art music and performance venue for the Centre’s own programs and for guest ensembles, a children’s museum for anyone aged 4 and over keen to gain access to art through their own creative output, a multifunctional promenade with a multitude of communication installations, and plenary halls and seminar rooms with the very latest infrastructure for staging national and international conventions. The fine arts, music, theatre, dance, literature, art science and art mediation therefore not merely co-exist side by side; they give rise to new forms of expression through a form of artistic cross-pollination – for the sole benefit of the public’s enjoyment.
This exceptional cultural centre costing some 125 million Swiss francs was made possible by a public private partnership. The private contributors are the Klee family, the family of the internationally renowned orthopaedic surgeon Prof. Dr. med. Maurice E. Müller, Dr. h. c. mult., and his wife Martha Müller-Lüthi, as well as private collectors and sponsors from business and industry. The idea to create not a museum for Paul Klee, but a cultural center, which does justice to the interdisciplinary work of the artist, originated from Prof. Dr. med. Maurice E. Müller.



mercoledì 13 gennaio 2010

JKMM Architects - The New City Library in Turku, Finland

















The new city library in Turku is located at the historical centre of the city. The building is the latest addition to a block with the old library and several other historically valuable buildings. The historical and cultural value of the site presented a great challenge for the planning of the new building. The objective of the project was to create a new construct, which would harmonize with the historically invaluable setting while also manifesting an architecture of its own age.
In terms of urban planning the goal was to fill out the open and unstructured street corner by following the edges of the existing urban grid. By constructing the building on the outer perimeter, we were able to provide an open space in the middle of the lot, which was designed to serve as a courtyard for recreation and a stage for cultural events. The interior of the new building is annexed with the existing 100-year old library building and the chancellery of the governor built at the beginning of the nineteenth century, now restored and transformed to facilitate a café and meeting rooms.
The new library has a functionally clear design. The public spaces are situated mainly on two floors surrounding the opening to the courtyard. The staff premises are located systematically on one side of the building facing the street. The new main entrance opens onto the corner of two main streets.
The first floor has a reception and lounge area, a children’s and youth section, and a modernized version of a periodicals reading room called the news market, which functions simultaneously as the link between the new library and the old buildings.
The main room of the new building is reached through a main stairway, which opens to a monumental space containing the non-fiction stacks and reading areas. The guiding principle in the space planning was flexibility; the functions of the library may change radically in the future with the introduction of new media. The rooms are open, and the functions are limited only by the transformability of the easy-to-move furniture.
The materials of the building were chosen to accommodate the environment. The facades are mainly plastered, which is the predominant material of the old buildings in the block. Initially we considered using red brick, but gave up the idea to allow the old library building to remain the only brick building on the block thus emphasizing its primary position in the neighbourhood.
Natural stone was also used extensively on the facades, the stairway and the grounds surrounding the building. In the interior we used mostly European Oak in the wall furnishing and furniture. The structure of the building was made from concrete cast on site, which was left exposed as an important part of the interior design.
The fair-faced concrete was formed with vertical boards to achieve the rough feeling characteristic of the material.
The basis of the planning was to create a new library to meet up with the challenges of the future. At the same time, the library has a long and rich history, which the architecture should also take into account. The architectonic whole is formed from the union of these two oppositions, the past and the future.
Project Details and Credits:
Project: City library in Turku
Address: Linnankatu 2, 20100 Turku, Finland
Year of completion: 2007
Floor area: 6 900 m2
Client: Turku City
User: Turku City Library
Designers:
Architect: JKMM Architects. Main designer: Asmo Jaaksi architect SAFA. Design team: Teemu Kurkela, Samuli Miettinen, Juha Mäki-Jyllilä, Mikko Rossi, Katja Savolainen architects SAFA, Päivi Meuronen interior architect SIO
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